Erano un po' di giorni che mia madre mi chiedeva questo piatto della sua infanzia. Anche se non siamo più in inverno con le ultime verze li ho fatti. Sono dei piccoli involtini di verza ripieni di carne, ma alcuni ci mettono riso e verdure, e si possono variare secondo i gusti. Come molti piatti della tradizione casalinga con questa ricetta si utilizzano spesso poche foglie di verza rimaste o carne che non basterebbe per fare un grosso polpettone per tutti. E' una cucina di eliminazione degli scarti e abolizione degli avanzi. Il nome capunet deriva dalla somiglianza con piccoli capponi legati pronti da cuocere. In alcune zone vengono chiamati "pes coi" da pes = pesce e coi = cavolo. La preparazione è semplice e possono farla tutti.
13 giugno 2022
28 gennaio 2019
Cavolfiore al vino rosso alla piemontese. La ricetta del lunedì.
19 novembre 2011
L'erbaluce e il suo territorio
| La Serra d'Ivrea |
31 ottobre 2010
Terre di vite
Non conoscevo questo evento, me ne ha parlato Roberto Giuliani che ne ha scritto su Esalazioni Etiliche e di lui mi fido a occhi chiusi.
Sul sito www.terredivite.it ci sono tutte le informazioni necesarie, date, luogo e produttori che partecipano.
Terre di vite arriva in Piemonte dove racconterà che il vino è anche arte, cultura, idee, persone e lo fa con un evento multiculturale ed interculturale.
Al 13 e 14 novembre c'è tempo, ma ne parlo prima per chi si vuole organizzare per tempo.
Castello di Buronzo, Via Castello 13040 Buronzo (VC)
Apertura: Sabato 13 Novembre dalle 11 alle 20.
Domenica 14 Novembre dalle 11.00 alle 18.00
Contributo di ingresso: 15 euro + 5 euro cauzione calice
Info: www.terredivite.it email: info@divinoscrivere.it
Terre di Vite - organizzato da Elena Conti , Barbara Brandoli dell’Associazione culturale Divino Scrivere e Marco Arturi, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Buronzo (Vc) - nasce allo scopo di offrire al pubblico la possibilità di un approccio differente con il vino, una sorta di “zona franca” all’interno della quale sia possibile restituire al vino e alla terra una dimensione autentica. La scelta dei produttori presenti non è casuale: tutti si contraddistinguono per il livello etico e qualitativo del loro lavoro, che passa per la scelta della naturalità e per il rispetto del territorio in un’ottica culturale. Tra loro ci sono nomi di assoluto rilievo, espressioni delle denominazioni più prestigiose, ma anche giovani che si stanno imponendo con talento e passione.
Per ulteriori informazioni
Barbara Brandoli Terre di Vite Tel 338-5474185
30 maggio 2009
L'insalata russa della (mia) mamma e la mia maionese
16 aprile 2007
Coniglio alla piemontese

La foto non è molto nitida, l'ho fatta con il cellulare, ma forse rende l'idea.
Coniglio 1 kg a pezzi
Cipolla 1 media
Sedano 1 costa
Prezzemolo
Olio
Burro 50 g
Vino rosso 1 bicchiere
Brodo 1 bicchiere
Salsa di pomodoro 1 cucchiaio o 1 cucchiaino di concentrato
Funghi secchi 30 g
Olive verdi
Sale
Pepe
Ammollare i funghi secchi. In una casseruola mettere i pezzi di coniglio, lavati ed asciugati, rosolarli a fuoco vivo, perché "perdano" la loro acqua e toglierli quando sono asciugati. Mettere nella casseruola il burro e le verdure tritate, farle appassire e aggiungere il coniglio. Far dorare, bagnare con metà vino e farlo evaporare a fuoco vivo. Aggiungere i funghi e le olive, salare (poco), pepare ed aggiungere il rimanente vino, il concentrato di pomodoro sciolto in un cucchiaio di brodo caldo. Coprire con un coperchio e portare a cottura a fuoco basso.
Ottimo servito con polenta fumante.


