15 febbraio 2011

Nan lavash, piada, tortilla. Altro che pane!!!!!

NAN LAVASH


Il “nan” (نان), in persiano (nan o lavash sottile لواش), è di forma rotonda o ovale.

È il più antico pane conosciuto in medio oriente ed asia centrale.

Gli ingredienti tradizionali sono solo farina di grano, acqua e sale.

Si impasta e si stende. La cottura tradizionalmente avviene tirando il nan fresco, appena fatto, contro le pareti di un forno (tanur تنور) precedentemente riscaldato.

E’ possibile una lunga conservazione dopo la cottura.

Accompagneremo il lavash con:

menù vegetariano (kuku bademjan).

Frittata di melanzane. Ingredienti: melanzane, cipolla, patate, aglio, uova, pane grattugiato, curcuma, sale.

Procedimento: grattugiare melanzane, patate, aglio e cipolla, mettere tutto insieme, aggiungere uova, sale, curcuma e cuocere la frittata.

menù di carne

Carne macinata con cipolla, patate e salsa di pomodoro, curcuma, sale.

Procedimento: affettare la cipolla, soffriggerla, aggiungere e rosolare la carne, aggiungere le patate tagliate a pezzettini e alla fine un po’ di salsa di pomodoro, cuocere il tutto insieme con le spezie.

Il lavash così farcito si accompagna con insalata di cetriolini sotto aceto e formaggio feta greco (persiano).


PIADA



L'etimologia del termine piada è incerta e probabilmente è collegata al greco "plaukous" “focaccia " e deriverebbe quindi dalla dominazione bizantina della Romagna.

Ma la "piada" diventa il simbolo della Romagna, sinonimo della casa, della terra natale, grazie a Giovanni Pascoli nel 1900.

"Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granoturco o mista, che è il cibo della povera gente; e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare, che si chiama arola...".

Poi, col turismo la piada, assieme alle altre specialità romagnole, iniziò a conquistare i turisti negli anni '40 e '50, quando cominciarono ad apparire lungo le strade che portavano al mare i primi chioschi che vendevano le piadine preparate al momento e gustate con la porchetta di maiale, le salsicce cotte alla brace, i cavoli, i pomodori e le melanzane gratinate e questa tradizione è proseguita fino ad oggi.

La versione originale (povera) della piada prevedeva solo acqua, farina e sale. Oggi c’è chi aggiunge lo strutto, chi il latte, l’olio, un pizzico di bicarbonato e così via. Si impasta, si stende un disco della dimensione preferita e si cuoce sul testo (metallo o coccio) posto sul fuoco.

Assieme alla piada si mangia evidentemente tutto. Tutto quel che si preferisce, visto che è un pane.

I companatici di questa sera sono:

  • Stracchino (ove possibile squaqquerone) da utilizzare assieme a funghi champignon fatti a fiammiferino e cotti in padella con aglio e olio. Peperoncino opzionale.

  • Verza, cotta in padella con aglio e olio, assieme a salsicce.

  • Prosciutto, straclassico.

TORTILLA


L’origine della tortilla si può far risalire anche al 1500 AC nella zona di Oaxaca ed è evidente che il nome tortilla è quello dato dai conquistadores, mentre il nome originario variava a seconda della lingua parlata dai nativi.

Con il verbo “tortear” si indica appunto l’atto di stendere la tortilla partendo da una massa ottenuta con mais sottoposto a processo di nixtamalización (cottura in acqua e idrossido di calcio).

La successiva cottura avviene su una plancia posta su fuoco di gas, nelle moderne abitazioni, o su fuoco di legna o carbone per le cotture più tradizionali.

Questa sera la tortilla sarà mangiata con:

  • Arroz a la Mexicana – riso con ortaggi (carote, piselli, patate) e salsa di pomodoro.

  • Tinga de carne – filetto di manzo,salsa di pomodoro, cipolle e chile chipotle.

le informazioni sui pani sono a cura di http://www.di-vin-arte.com/

Volete sapere dove assaggiarle e come farle?

Il 26 febbraio, sabato, alle ore 20,00 a divinarte (Mentana, Roma) ci sarà l'evento (gratuito) "altro che pane!" Si proveranno alternative al pane come lo conosciamo noi. Quindi ci sarà la piada, (e ci pensa Marco Liberati che ha 50% di origine romagnola); la tortilla, e ci pensa Angelica 100% mexicana; il لواش, (pronuncia lavash), e ci pensano Azin e Zahra 100% persiane.

Assieme alle tre alternative al pane ci saranno due/tre companatici per nazione con possibilità di contaminare il pane di un tipo col companatico dell'altro.

Marco porterà un sangiovese cristiano, arriveranno tè persiani, ecc.

Prima dello spizzico una brevissima introduzione a spiegare origini ecc dei tre pani, alle pareti lavori di artisti italiani, persiani e (speriamo) mexicani, possibilmente riferiti all'argomento.



Via Giacomo Matteotti n°3

Mentana (Roma)

di_vin_arte@hotmail.com

di-vin-arte@hotmail.com


(evento gratuito!!)


1 commento:

  1. Bello e interessante post! Un abbraccio e complimenti

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