12 novembre 2018

Pane spianata e Pane Zichi di Bonorva. La ricetta del lunedì.




In Sardegna ci sono molti tipi di pani, le forme e i nomi cambiano secondo le zone. Uno dei fattori a comune è l'utilizzo della semola  di grano duro che tradizionalmente era  diffusa in tutta l'isola. 
Molti più competenti di me ne  hanno scritto. Il pane in Sardegna, ma potrei  dire  nel  mondo, ha  svolto da millenni un  ruolo  importante. E' notizia di pochi anni fa che nel nuraghe Arrubiu, è stato scoperto un laboratorio per la panificazione, risalente al tredicesimo secolo avanti Cristo.
Già una notizia così è sufficiente a dimostrare  quanto questo alimento sia  legato a  doppia mandata  a usi e costumi dell'isola.
Ma non voglio fare qui una disquisizione che richiederebbe molto tempo e molte più conoscenze  delle mie. Mi limiterò a parlare di un piatto interessante diffuso nella zona  del Logudoro e Meilogu. In particolare Nei paesi di Giave  e Bonorva.


Il pane caratteristico di  quella  zona, quello che  si faceva nelle case una volta al mese e  durava fino alla  volta successiva era (è) la spianata, o "poddine" e  "poddine vine", nella versione tipica di Bonorva è  il pane Zichi, inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT sono prodotti inclusi in un apposito elenco, predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con la collaborazione delle Regioni).

 

Ma  mentre la  spianata vera è difficile da trovare, se ne può comprare una versione meno artigianale, il pane Zichi  viene ancora  prodotti da diversi panifici di Bonorva.


La caratteristica di questi pani è  quella  di durare  molto perché  con la  cottura perdono la maggior parte  dell'umidità. Così seccati possono anche essere usati come una  pasta che  si può  condire in  molti modi. Originariamente il condimento  più  diffuso era un  sugo fresco di  poodori e basilico e molto  pecorino oppure un  semplice  aglio e  olio con una ricca  spolverata di prezzemolo trito.


Prepararlo è  molto semplice.
Si prendono le sfoglie di pane e si spezzano a pezzi medio grandi. Si lessano in acqua bollente salata (4 minuti per la  spianata, fino a 10/15 per il pane zichi secondo i gusti) calcolando 80/120 g  a  testa.
Se si usa la  spianata che  è  più fresca e morbida dello Zichi, si  deve  prima  far seccare (all'aria  o  in  forno a  40°C è  uguale) e  si pesa  secco.
Mentre il pane  cuoce si  prepara  un  sugo leggero. Il  mio  preferito è a  base di pomodorini, aglio olio
Io lo preparo  così. Scaldare poco  olio  in  cui mettere l'aglio che non deve  mai  friggere. Levare l'aglio e  aggiungere  i  pomodorini tagliati in  due o  in quattro secondo la dimensione. Far cuocere due minuti  a fiamma altissima e  spegnare. Aggiustare di sale. A  piacere  aggiungere, erbe (basilico) e  peperoncino.

Appena la  pasta è  cotta  saltarla  velocemente nel  sugo e  servire.


Finire  con  abbondante  pecorino di Sardegna.


Mi piace fare un sugo con pomodorini misti o anche solo gialli, quando sono in piena maturazione e sono dolcissimi.

2 commenti:

  1. mi piace la consistenza un po' "scivolosa" della sfogliata ri-cotta, quasi da gnocco cinese (è un complimento eh!).
    In casa nostra la spianata fresca si è sempre chiamata "su pane ladu", così la chiamava la mia nonna Tempiese.
    Che peccato non sapere che poche parole in sardo! allora per i nonni, il "dialetto" era considerato una vergogna e nemmeno tra di loro, in presenza dei figli ( mia mamma e i miei zii) parlavano la loro lingua.

    Ho preparato lo starter di zenzero...ti farò sapere.
    Un saluto, il cat

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    1. Grazie di quest e cose che mi dici. Mia nonna parlava in sardo e mio padre lo fa ancora quando ne ha l'occasione.
      A Tempio parlano una lingua diversa ma alla fine alcune parole sono simili. Da noi il pane spianata si chiamava poddine fine, cioè pane fine.
      Aspetto tue notizie sullo starter.
      A presto.

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