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19 marzo 2014

Tadig e carciofi con lo zafferano del Circeo

Mentre tutti oggi mangiano zeppole (e  bignè/beignet fritti) di San Giuseppe io sono in treno verso Modena e vi propongo questo piatto con un  pregiato prodotto originale  italiano.
Non so perchè credevo che lo zafferano fosse  caratteristico di ambiente  montano. Ma  poi cercando in internet  leggo:
"L’Asia Minore e l’Europa orientale sono le terre d’origine dello zafferano, in seguito la coltivazione si è estesa nel bacino del Mediterraneo in zone collinari calde e ben ventilate. In Italia si hanno coltivazioni in Abruzzo, nelle Marche e in Umbria, nel Senese e in Sardegna. Il terreno ideale per la coltura dello zafferano è di tipo calcareo-argilloso-siliceo, va sempre lavorato in profondità e arricchito con stallatico maturo; deve infine essere dotato di un buon drenaggio." (tratto da http://www.zafferanoterrealte.it)
Addirittura nel Lazio la coltivazione  è scarsa secondo  quanto leggo.
 Poi un giorno un amico  mi propone  questo Zafferano del Circeo ottenuto da bulbi originari della piana  di Navelli. E decido di assaggiarlo.

09 settembre 2013

Tadig cotto nel cuociriso con spezzatino speziato




Tadig è un riso  profumatissimo  di zafferno con una deliziosa crosta croccante che si forma grazie alla particolare cottura del riso!
L'origine è  persiana. Io ho fatto una prima cottura tradizionale e  poi ho sperimentato nel cuociriso.

14 ottobre 2010

Un sommelier (per) senzapanna

Da oggi c'è una novità, in realtà due.

La prima è che mi sonoofferta come #tutor per i vini dell'Alto Adige per il progetto di Vittorio Rusinà @tirebouchon su facebook, twitter o tumblr. L'ho fatto perché, nonostante mi ritenga un'enoignorante (che ha bevuto molte cose), come dice Vittorio un #tutor è "Una persona reale a cui tutti possono rivolgersi per avere consigli, indicazioni…ma anche qualcuno che studia e approfondisce per poi condividere con gli amici di Twitter…non necessariamente un esperto ma certo un appassionato…un #tutor."


La seconda è che inizio una collaborazione con Massimo Marchesi sommelier di Milanovino. Ogni volta che posterò una ricetta lui mi consiglierà un vino in abbinamento e io aggiungerò la sua nota alla ricetta.
Trovo interessante questa proposta che mi è stata fatta, io conosco poco i vini e non ho una grande esperienza in questo settore pur avendo assaggiato di tutto , e questa è un'occasione per imparare anche per me.
Ringrazio Sara Porro , mia PR di fiducia prestata per l'occasione al mondo enogastronomico, che mi ha fatto questa proposta e partiamo subito.

Ecco l'abbinamento che Massimo mi ha proposto per il riso con indivia riccia e paprika dolce (ricetta) che ho postato pochi giorni fa e, casualmente, la sua prima proposta è proprio un vino dell'Alto Adige.

Questo piatto gioca sulla tendenza dolce del riso, sulle note sapide del formaggio stagionato e sulle quelle vegetali dell’indivia oltre che, naturalmente, sulla speziatura della paprica. Per l’abbinamento ho pensato allo Chardonnay “Fuchs” Alto Adige D.O.C. 2008 del produttore Ansitz Pfitscher. I profumi eleganti di frutta esotica e vaniglia vanno ad accompagnare le note aromatiche del piatto mentre in bocca l’equilibrio tra la freschezza e la carezzevolezza (accentuata dalla fermentazione in barrique) compensano da una parte morbidezza del riso e dall’altra la succulenza del formaggio.(Massimo Marchesi)


11 ottobre 2010

Riso con indivia riccia, pecorino al latte crudo e paprica dolce

Sono a casa malata. Il viaggio ad Alghero, anzi il pullman da Ciampino, mi ha regalato una bella infreddatura. C'è il vantaggio che me ne sto a casa a riposarmi e mi cucino qualcosa di semplice e genuino, da malata insomma, come un piatto di riso utilizzando quello che ho in casa. Prima di tutto non è un risotto. Ho usato il riso varietà baldo della Ecorì. Ho scelto questo tipo perché essendo consigliato sia per risotti che per minestre e insalate ho pensato che fosse il più adatto tra quelli italiani per la cottura che ho usato e che viene comunemente detta alla persiana. In realtà è il tipo di cottura utilizzato in molti paesi orientali tra cui Cina (il tipico riso bianco servito nei ristoranti cinesi è cotto così o nelle vaporiere), Filippine e Giappone (il riso per il sushi è cotto in questo modo). Adesso qualcuno la chiama cottura passiva e viene usata anche per la pasta (con risultati alterni).
Non tutte le varietà di riso sono adatte a questa cottura, il basmati, patna e altri risi a chicco lungo sono perfetti, non male l'originario da cui deriva il riso giapponese da sushi, mentre i risi pregiati da risotto come arborio, carnaroli, vialone e tutti i superfini e semifini non mi convincono.