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19 febbraio 2008

Giambonetti di tacchino con le castagne (una non ricetta)

Per prima cosa ricordo a tutti il pranzo evento del 2 marzo organizzato dal ristorante l'Etoile di Vetralla.

E ora passiamo alla mia dieta

Pare che il nome giambonetti derivi da "jambon", prosciutto in francese, ma non ho mai capito se per la forma di un piccolo prosciuttino o per il ripieno classico che prevede anche il prosciutto. Propendo per la prima soluzione.



A Roma i giambonetti sono le cosce (generalmente di pollo) disossate e ripiene nelle maniere più disparate, ma di solito con carni miste di vitello e maiale e il prosciutto cotto.
Io li ho fatti di tacchino.
Ho preso una coscia di tacchino e l'ho spellata e disossata. All'interno ho messo un misto di erbe aromatiche (a piacere); io ho usato rosmarino, salvia e timo e quando ce l'ho mi piace mettere anche la santoreggia, sale e poco pepe. Ho riempito la cavità con delle castagne lessate e spellate e ho chiuso la coscia con uno stecchino ( che si leverà a fine cottura, mi raccomando, è orribile lasciato lì). Con lo stesso misto di erbe ho insaporito anche l'esterno.
Ho fatto una cottura semplicissima.
Prima ho rosolato la coscia in una padella con un velo di olio, giusto per non farla attaccare , poi ho passato tutto in forno. Sinceramente non ho guardato il tempo, ma ci vuole minimo un'ora con il forno non troppo caldo, io lo metto sui 140 e ogni tanto bagno la carne con poco vino bianco all'inizio che faccio sfumare e poi con brodo vegetale. Quando è cotto e ben rosolato lo tengo in caldo a riposare e butto via il graso in eccesso (ma non ce n'era) e faccio deglassare il fondo con poco brodo per ottenere la salsa.
Io ne ho mangiata una sola fettina tanto pe rnon sballare troppo la dieta.

Nella foto sotto è come si presenta appena cotta e nelle foto sopra dopo averla affettata.