27 febbraio 2012

La fainè





La fainè è il  nome della farinata come viene chiamata a Sassari. 
La  foto non è speciale, è fatta  con il cellulare alla farinata cotta da mia madre. Quello che è  speciale  è la storia di questo  piatto, nato nell'antica  Roma (pare, di  sicuro è precedente  di molto la  scoperta dell'America) tipico in  Liguria, portato  in Sardegna nei secoli scorsi dove è  diventato  un  piatto  tipico  in particolare della  città di Sassari.
A  dimostrare  come spesso (anche io)  ci opponiamo alla diffusione di qualcosa  perchè  non  lo riconosciamo come  nostro senza  pensare  che buona parte di quello che mangiamo spesso ci è arrivato da altrove. Basta pensare  a  pomodori, peperoni e  patate  solo per  citarne  alcuni che sono entrati di diritto  nelel  ricette mediterranee  ma che prima di Colombo non si sapeva cosa  fossero. O  mandarini, albicocche.... basta andare indietro  nei secoli verso  oriente per ritrovarli tra le piante autoctone. Prima  chi li aveva  mai  visti in Italia?

Quindi  non ci scandalizziamo se ormai piace tanto e  va tanto di moda soprattutto  tra i giovani il bistrattato (da  alcuni) hamburger. Purchè sia di carne buona che male fa alla  tradizione italiana?

La  ricetta della farinata, presa da Mangiare Italiano di Nico Valerio, è questa:


dosi:

500g farina integrale di ceci
1,5 litri acqua
pepe o peperoncino, rosmarino
sale integrale

Ho  chiesto a  due  sardi veraci e  appassionati cultori di enogastronomia  dove comprarla e cosa  berci
Fabio D'Uffizi (L'Uomo Vivo) consiglia Sasu, la faineria di via Usai. Come abbinamento la  sua risposta è stata  chiarissima e di grande soddisfazione  per  me: "nessun vino è capace di stare insieme a quella cosa unta, croccante, morbida, persistente, potente, assoluta che è la fainè... se magari, per l'abbinamento fai questa premessa, puoi sbizzarririti in un accoppiamento che farà rabbrividire i più ma darà soddisfazione a Piero (Careddu): il filighe di Tore Cherchi, vermentino metodo classico, le bolle aiutano a sgrassare, l'acidità cerca di fare a botte con l'untuosità dei ceci "fritti" .. però è un abbinamento criticabile! Sappilo!"
 
Quindi a  chi potevo chiedere conferma  se non a  Piero Careddu (chef  e sommelier, Taribari)?

E Piero mi consiglia: "di sardo: un vermentino molto strutturato tipo Matteu o Capichera Vendemmia tardiva o, meglio ancora, l'Altea Bianco, che ho bevuto l'altra sera , un nasco naturale di Altea Illotto.
Oppure di esotico : uno champagne blanc de blancs!"

Non resta che  provare!!!!




Mangiare Italiano
di @Nico Valerio
Oscar Mondadori

(la  ricetta è a pag. 82)

12 commenti:

  1. Sai cara Daniela che non ho mai provato questa delizia? Spero di trovare la farina di ceci per assaggiarla. Ciao
    M.G.

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  2. A breve pubblicherò anche io qualcosa sulla farinata. Mi perdonerai, vero? ;-)

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    1. Non ho acquisito i diritti d'autore sulla ricetta, a saperlo lo facevo!!! ihihihih!!! :-)

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  3. Sassu via Usai ... ottima anche quella che fanno a Carloforte (isola di S. Pitro ) la chiamano "fainà "

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  4. Ciao Daniela,ho avuto la fortuna di gustare la fainè di via Usai...ottima e non me la faccio mancare ogni volta che vado a Sassari!!E una curiosita':hai lo stesso cognome di mio marito,ci siamo gia' incrociate su facebook qualche volta,sapevo delle tue squisite ricette sarde e finalmente mi sono decisa a seguirti...P.s. ho provato due volte a farla in casa ma proprio non ci riesco!!A presto...ciaooo..Maria

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    1. in che senso non ci riesci? viene diversa?

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  5. mi piace il tuo :) complimenti splendide ricette e ti seguo con molto piacere...passa nel mio blog anche se sono alle prima armi se ti va ciao :)blog

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  6. Ciao sono agata, trovo il tuo blog bellissimo e questa ricetta veramente interessante, mi aggiungo fra i tuoi follower con mooolto piacere! A presto e buona domenica!

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