22 novembre 2021

Soba burro, parmigiano e salvia. La ricetta del lunedì.

Nella mia  cucina c'è di tutto e di tutti i generi. Ingredienti italiani e di origine o ispirazione di altri paesi soprattutto asiatici. Poi quando mi mancano degli ingredienti mi piacere  fare delle fusioni dal mondo. In Italia soprattutto nel nord, Lombardia in particolare, viene molto usata la farina id grano saraceno, di solito miscelata a quella di grano per fare la polenta o alcuni tipi di pasta come i pizzoccheri.

Mi ritrovavo un po' di soba, la  pasta giapponese di grano saraceno e ho pensato di condirla all'italiana con  burro aglio e salvia. Che  dire? A  me  è piaciuta molto.

So che qualche valtellinese  o giapponese storcerà il naso ma  come  diceva il saggio "prima provare poi parlare". Io ho provato. 

Soba con burro, parmigiano e salvia

(per due persone)

Soba 150 g

Burro  80 g

Formaggio latteria 180 g

Grana Padano DOP 40 g

Aglio 2 spicchi

salvia 

facoltativi: verza e patate.

Mettere a cuocere la soba in acqua bollente salata. In un tegamino sciogliere il burro e farlo scaldare  senza friggere con spicchi di aglio sbucciati e foglie di salvia. Quando la  pasta  è cotta mettere sul fondo di  una  ciotola un po' di cubetti di formaggio, un po' di  soba, grana e  burro. Alternare 2-3 strati. Mettere la  ciotola su una pentola  con acqua  in  ebollizione. Il  calore  della pasta  e dell'infusione a bagnomaria  farà fondere il formaggio, mescolare bene e  servire.

Variante: volendo imitare i pizzoccheri valtellinesi nella pentola dove verrà cotta la  pasta mettere una piccola patata  tagliata a  cubetti e delle  foglie si verza tagliate  fini. Quando le patate saranno cotte  aggiungere la soba. Dopo 3  minuti circa  scolare tutto, pasta  e verdure e  procedere come detto.

Nota: La ciotola è una ceramica artigianale di Bolesławiec (Polonia) la cui tradizione risale ai tempi del Medioevo e nei secoli la tecnica della produzione non è cambiata molto. A parte alcune piccole modifiche nel processo produttivo, le stoviglie vengono ancora dipinte a mano oppure con il  metodo “a timbro” che ne fa un prodotto artigianale unico nel mondo per la sua particolarità. Le forme variano leggermente tra di loro da un artigiano a un altro, ma il motivo predominante sono i pois blu sullo sfondo bianco o viceversa oppure disegni geometrici o spesso floreali. L'alta temperatura  di produzione ne permette  l'uso in  forno e nel  microonde e il lavaggio  in lavastoviglie.

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