10 febbraio 2020

... e ancora non mi pesa il ricordo. Tagliatelle con tartufo e zucca per la ricetta del lunedì.


Il post di oggi è di Matteo Capellaro, Wine & Food Consultant. Ci ha voluto portare il racconto di un suo ricordo seguito da brevi indicazione sula realizzazione di questo piatto. Le emozioni che il cibo con i suoi sapori e i suoi profumi, può evocare è  tutto nel suo scritto.

Le chiamava tagliatelle e le cucinava in quello che noi nipoti avevamo soprannominato il Ristorante da Nonna Nella. Con la passione per la cucina, trascorreva ore a preparare manicaretti, a selezionare materie prime di produttori locali nei mercati di paese. Ricordo tacchini, conigli, faraone, addirittura una volta un fagiano ma anche il classico merluzzo alla piemontese passati per quelle mani che sapevano l'arte e leggere di ogni pietanza il modo migliore per realizzarla.
Non era diletto o abilità, era conseguenza della necessità, il rito con cui lei e mio nonno si accostavano alla tavola, non era l'esaltazione del piatto dei tempi moderni, era il leggero senso di condivisione e di ripetizione di gesti quotidiani.
Certo, a noi nipoti piaceva, non dico che pareva abitudine, ma un po' la avevamo fatta la bocca a quei gusti a quell'impronta che poteva essere solo sua.
Oggi lo chiameremmo confort food: agnolotti mai più riprovati, gli aromi di funghi e zucca, gli stessi che del piatto che sto assaporando, rimandano alla memoria di giorni ore pranzi e sere, di stufe accese, legna a crepitare, istanti di partite a carte a lume di candela, preghiere recitate da bambino a letto e di notti condivise in una casa in montagna in mezzo a boschi fitti di rami, vento e misteri.
Mi accorgo che affiora tra gli altri, nella matrice di questo piatto, inconfondibile aroma di  tartufo, quello nero, semplice non pregiato ignorante ruvido e sofisticato a suo modo: "quella voglia che avevo di Territorio, di sentirmi protagonista anche io in una tra le più antiche confraternite di tutela. Poi, una volta dentro così distante, oltre, con un desiderio di ricerca rivolto alla protezione del prodotto non più di tanto a un prestigio personale.
Il valore del tuber, bianco di Alba, equiparato quasi a quello di un anello di Cartier mi domando anche io se abbia un senso, ma lo ritrovo in quella mia instancabile ricerca della sua autenticità così fragile, fatalmente legato al tempo, agli eventi atmosferici e alla loro evoluzione futura".
Un piatto di sfumature avvolgenti al palato, tagliatelle con sugo di zucca, funghi e tartufo nero. Profumo invitante, tanto semplice da sembrare quotidiano, uno specchio attraverso il quale veder affiorare ricordi.

Chef Miriam Bertani, Castrum Ristorante Relais, San Pietro in Cariano. Valpolicella

Tagliatelle tirate a mano con farina calibrata e uova. Sugo realizzato saltando la pasta su un fondo di burro, tartufo nero della Lessinia, zucca e funghi, con l'aggiunta di acqua di cottura. 

Ringrazio il compositore cuneese Giorgio Signorile per la possibilità di utilizzare come titolo quello di un suo brano

Matteo Capellaro

Fine Wine &Food Consultant
Sommelier Professionista
Cavaliere del Tartufo e dei Vini di Alba

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