31 gennaio 2022

Funghi cardoncelli e patate. La ricetta del lunedì.


La ricetta è forse tra le più semplici che esistano sia come preparazione che come cottura, però la cosa bella è che i funghi sono coltivati in casa. Con mia grande soddisfazione.
Li stavo puntando da un po', poi quest'autunno ho trovato in vendita da Lidl la cassetta per  coltivare i Cardoncelli (Pleurotus eryngii) e mi sono decisa a prenderne una. Mi dispiace solo che con il freddo la produzione si sia fermata, non ce la fanno più. Chissà se con i primi caldi riprenderà o si è esaurita del tutto.

Funghi e patate in padella sono ottimi sia come contorno che come antipasto o piatto unico accompagnati da un contorno di verdure crude. Ho usato i funghi cardoncelli perchè coltivati da  me ma vanno benissimo anche i funghi porcini o altri a  piacere, ottimi ad esempio pleurotus (P. ostreatus), galletti o mazze di tamburo. Come contorno possono accompagnare sia la  carne che il pesce.  I funghi cardoncelli hanno la caratteristica di avere una polpa carnosa e saporita. Come i parenti pleurotus sono ottimi trifolati, grigliati, impanati e fritti, grigliati o in risotti e sughi. 
Il Cardoncello è originario del bacino del Mediterraneo, ma viene coltivato anche in molte parti dell'Asia.
Il Cardoncello cresce spontaneamente in quasi tutta l'Italia centromeridionale. In Abruzzo e Molise è noto con il nome di cardarella, è chiamato cardengìdde nella Murgia, in Valle d'Itria e sul Gargano, mentre nel nord Salento è chiamato cardunceddu. È presente anche in Sardegna con la  varietà Pleurotus eryngii var. ferulae, dov'è conosciuto nel Campidano col nome di cardolina 'e petza (fungo di carne), nel Logudoro antunna o antunnu eru o antunna era, invece in Gallura galdula. Si trova in quantità anche sulle colline del centro Sicilia, tra le province di Caltanissetta, Enna e Palermo, dove viene chiamato funciu di ferula. Nell'Alto Lazio (Tarquinia, Tuscania, Monti Cimini) sono ricercatissimi con il nome di ferlenghi.


Questo è uno dei funghi più buoni, molto apprezzato, carnoso, sodo e dall’inconfondibile sapore. Il Cardoncello non è un unico fungo ma ci sono molte specie e varietà, tutti straordinari che lo contraddistinguono ancor di più. Apprezzato già dai tempi antichi, nel Medioevo era oggetto di canti in alcune taverne laziali e fu considerato prelibato e afrodisiaco al punto tale da essere messo all’indice dal Santo Uffizio perchè distoglieva i Cristiani dall’idea di penitenza.

Cardoncelli e patate in padella
(dosi approssimative per 4  persone)

500 g patate
500 g funghi cardoncelli
prezzemolo
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva, fruttato medio
sale e pepe

Lavare e sbucciare le patate e tagliarle a cubetti. Pulire i funghi eliminando la terra lavandoli velocemente sotto l'acqua. Tagliarli a fette non troppo sottili e a pezzi. In una padella antiaderente versare circa 3 cucchiai di olio evo, aggiungere le patate e cuocere a fuoco medio con coperchio per qualche minuto mescolandole spesso fino a quando sono morbide. Aggiungere un po’ di acqua solo se necessario.
Mettere da parte le patate, nella stessa padella aggiungere altro olio, i funghi e il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio sbucciato e intero e rosolare bene.
Unire di nuovo le patate ai funghi e cuocere ancora, aggiustare di sale e pepe. Quando le patate saranno ben cotte e il tutto sarà asciutto e ben rosolato il piatto è pronto.

Servire caldo. E' buona  abitudine non conservare troppo a lungo i funghi cotti ma consumarli prima possibile.


Il cardoncello da molti è definito un fungo "onesto" perché non può essere confuso nessun fungo tossico.

1 commento:

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